I tavoli di lavoro
Pregiudiziale della Banca contro i ricorsi degli esodati


16 maggio 2006 - cause contro Banca Intesa - riservata -
Carissimo Antonio,
ti ringrazio anzitutto dell' attenzione e di quanto hai già fatto chiedendo il parere all'avv.Civitelli. Tenuto conto che, come mi scrivi, state predisponendo una bozza di "esposto querela" da sottoporre ai colleghi che vorranno aderire all'iniziativa, ed anche per il probabile inserimento della mia e-mail nel nostro "sito", ti allego copia di tutta la documentazione richiamata nel testo della mia proposta che, pur invariata nel contenuto principale, ho reso un po' più completa e di seguito ripeto.
Ti prego di scusarmi e di inserire le modifiche che deciderà l'avv. Civitelli a quest'ultima stesura.
Lascio a te la decisione sull'opportunità di trasmettere copia di tutto anche all'avvocato.
Affettuosamente.
Nino Agnello
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20 maggio 2006
Caro Nino, ecco la risposta dell'Avv. Civitelli.
Circa la questione dell'esposto querela per contrastare la tesi della Banca che considera l'adesione al fondo esuberi quale acquiescenza al licenziamento, la cosa appare superata dalla Sentenza d'appello di Torino cui fa riferimento lo stesso Civitelli.
Circa la tua richiesta a scrivere come Anpecomit ai Sindacati per costringerli a dichiarazioni sui termini e I poteri di mandato a loro favore relativamente agli accordi sul Fondo Esuberi, ritengo purtroppo tempo e fatica sprecata: non rispondono e non ci risponderebbero MAI!. Anzi ci snobbano, come fanno con tutti coloro che non sono più in servizio e ci attaccano pure per la vicenda scioglimento (ingiustificato ed illegittimo secondo noi) del Fondo, che loro hanno sostenuto in maniera determinante (tranne la FABI)
Faremo girare, tutto questo scambio di e-mail sul nostro sito.
Ritengo utile ed interessante che I colleghi coinvolti nel tema leggano e riflettano, suggerendo se del caso ai loro legali.
Daremo un richiamo dell'argomento in uno dei nostri prossimi comunicati e grazie ancora per il tuo impegno e partecipazione.
Un abbraccio
Antonio
 

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19 maggio 2006
Caro dott. Masia, ho attentamente esaminato le doglianze e le osservazioni espresse dal sig. Agnello nella sua e/mai a me da Lei indirizzata.
Il sig. Agnello ha pienamente colto nel segno: l'eccezione preliminare formulata dalla Banca si è dimostrata particolarmente "appetibile" per i Giudici. Alcuni di questi, ingolositi dalla questione preliminare, l'hanno ritenuta fondata evitando, con ciò, di esaminare la ben più complessa ed articolata vicenda di merito.
Fortunatamente moltri altri Giudici, specie del Foro di MIlano, hano disatteso la questione preliminare ed hanno affrontato il merito della vicenda: tutte le sentenza di merito, ad eccezione, a quanto mi consta, di quella resa dalla Corte d'Appello di Torino, hanno ritenuto il licenziamento di Banca Intesa illegittimo/inefficace per diversi ed autonomi motivi in fatto ed in diritto.
Ai lavoratori che in primo grado hanno visto rigettarsi il ricorso per la presunta acquiescenza al licenziamento suggerisco di impostare i ricorso in appello facendo leva sia sulla sentenza del Tribunale di Mlano (Giudice dott. Di Leo), sia sulla sentenza della Corte d'Appello di Torino che, pur avendo rigettato i gravami, ha ritenuto infondata l'eccezione preliminare formulata dalla Banca.
Resto a Sua disposizione ed a disposizione del sig. Agnello per ogni eventuale ulteriore chiarimento
Cordiali saluti
avv. Tommaso Civitelli

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