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Sotto sotto pare che il Fondo sia stato invitato a rivedere criteri e calcoli, che ogni giorno di più si rivelano iniqui, inattendibili, sbagliati, confusi e strumentalmente precipitosi.... Per dividere, per alimentare la "guerra fra poveri"?
Criteri ci risulta non votati all'unanimità dal Consiglio del Fondo.
L'Avv. Ichino disse in Tribunale il 21. 9, per rassicurare la Giudice, che i pensionati dovevano star contenti perchè avrebbero avuto il 25/30% in più.
Allora come si spiegano percentuali ben superiori e percentuali di incremento tra la seconda e prima cifra molto differenti tra il 59% e il 100%? Avrà sbagliato l'avvocato? Forse. Comunque attenzione alla parola "orientativamente", scritta accanto alla seconda cifra, quella in aggiunta.
Agli esodati del 2005 danno oggi le plusvalenze (da 25 a 60 mila € in più ) contrariamente a quanto riservato invece agli esodati del 2003/2004. Solo perchè quelli usciti nel 2005, vengono liquidati adesso, con ritardo di oltre 12 mesi? Anche quelli del 2003/2004 per la precisione furono liquidati con 9/10 mesi di ritardo, ma a vecchio. Chi glielo dice allora, di starsene tranquilli e rassegnati, agli "indignati", per evitare altre espressioni, del 2003/2004, già quasi tutti sofferenti per inattività da 52 anni in su, che hanno dovuto ritirare- impossibile per loro l'opzione pensione – degli zainetti falcidiati, prima per percentuali tra il 27 ed il 50% per il risanamento, e poi mai rivalutati?
Per non riparlare della questione dei pensionati del 98/99 ,falcidiati prima del 25,7% della pensione, ed ora liquidati sempre con il 25,7% in meno.
Per non parlare degli arrabbiati colleghi ora in servizio in Intesa, che hanno a suo tempo chiesto anticipi per la casa e/o la salute, e che leggono per loro plusvalenze minime, perchè calcolate solo sul residuo della loro posizione e non anche sull'anticipo? Cheera anticipo e non riscatto (negozi differenti sul piano giuridico e statutario).
E si affacciano anche I colleghi ora in servizio presso altri istituti, a suo tempo "venduti assieme agli sportelli", con trasferimento obbligato della quota Fondo. Anche loro, che hanno subito il forzato trasloco, chiedono risarcimento e ristoro al precedente sacrificio.
E che dire delle reversibilità tagliate nel '99 dal 70% al 50% per risanare un Fondo che oggi sparisce e distribuisce la vera ricchezza, che incorporava, con criteri che non tengono più conto dei sacrifici fatti e neanche dei diritti per la presenza di figli disabili?
Tutte categorie, che, hanno concorso a salvare dal fallimento il Fondo nel 99 preservando integra la pensione degli ante 97, e che l'art 27 dello Statuto e l'ex art 34 (ora credo 44) , dichiarati ORA superati, secondo una originale e opinabile interpretazione dinamica delle leggi, del regolamento e dello Statuto garantiva di RISARCIRE.
Non consideriamo certamente quelli che hanno avuto la possibilità di fare la scelta fra capitale e rendita.
Ognuno deve essere responsabile delle sue libere scelte! E questa scelta di campo non è da tutti gli interessati condivisa.
Ci siamo battuti personalmente e finanziariamente , e con noi gli esodati, perchè ai pensionati e non solo agli attivi venissero riconosciute libertà di scelta e le eventuali plusvalenze, perchè anche loro non avevano mai potuto usufruire della scelta fra pensione e capitale, perchè se ci fossero state delle minusvalenze sarebbero stati colpiti e perchè erano I proprietari con gli attivi del patrimonio immobiliare.
Ma ora c'è una in corso una procedura di scioglimento, ci sono enormi plusvalenze (542 mln. di €), in grado penso , se si applicassero criteri di equità e giustizia, di soddisfare tutte le parti in causa. Se non lo si farà con l'umiltà e la disponibilità necessaria, e se si vorrà procedere dietro pareri legali in maniera autoritaria ed ingiusta, nessuno potrà impedire che chi si ritiene danneggiato avanzi, dietro altri pareri legali, singolarmente o per gruppi la richiesta per il rispetto dei propri diritti. Cosa che si sta già verificando, indipendentemente  dalla volontà dell'ANPEC. La nostra Associazione, che comprende pensionati ed esodati, ha il dovere, per Statuto, di osservare, rilevare, raccogliere istanze motivate e meritevoli e, se ritenute tali, di divulgarle e coordinarle, dando ogni possibile assistenza ai suoi associati e sopratutto ha il preciso impegno morale di dire: NO AGLI EGOISMI! NO ALLE INIQUITA'. Sempre.
Un esercizio di umiltà e intelligenza però lo possiamo fare TUTTI : metterci nei panni degli altri e ripeterci... e se fosse toccato a me?
Per  ulteriore riflessione trascriviamo l’art 27 e la dichiarazione della sua non operatività:
Art.27 dello Statuto. Plusvalenze del comparto immobiliare: le plusvalenze che dovessero essere realizzate, a partire dall’anno 2000, nel comparto immobiliare del patrimonio del Fondo rispetto alla sua consistenza all’ultima data di valorizzazione, saranno attribuite ai lavoratori iscritti prima del 28.4.93 e in servizio alla data del 1°gennaio 2000 nonché ai “differiti” di cui all’art.45, sino a concorrenza del valore virtuale del segmento previdenziale maturato secondo le previdenti disposizioni, con accredito nei rispettivi conti individuali, se in attività di servizio o “differiti”, o mediante rivalutazione della prestazione, nel caso in cui, viceversa, abbiano conseguito il diritto a pensione, fruendo della relativa prestazione. 2) Ulteriori eventuali plusvalenze realizzate nel suddetto comparto, una volta soddisfatto il limite di cui al comma precedente, saranno ripartite, con le stesse modalità, a beneficio di tutti i lavoratori che sono stati interessati dalla delibera di rideterminazione dei coefficienti per il calcolo delle pensioni dirette, di cui all’art 23 del previdente Statuto del Fondo, adottata dal Consiglio di Amministrazione in data 28.6.1999.
Il “superamento e la non applicabilità” di questo art. viene resa nota in maniera a dir poco, poco trasparente e poco visibili, nel bilancio al 31.12.2004, pubblicato quindi verso settembre 2005, a pag 19: “a far tempo dal 1° gennaio 2005, stante la situazione di liquidazione del patrimonio complessivo dell’Ente, risultano superate le disposizioni previste negli art.25 e 27 dello Statuto, e l’intero realizzo del patrimonio immobiliare sarà imputato in proporzione fra tutti i Partecipanti (attivi e pensionati) alla Gestione Vecchi Iscritti” .
Tale concetto viene poi il 31.1.2006 e 1.3l 2006 comunicato per lettera, infra ad altre cose, a tutti i pensionati ed agli attivi così: “l’eventualità che possano determinarsi plusvalenze di realizzo rispetto ai dati di bilancio, è stata oggetto di comunicazione alla COVIP nel corso della riunione del 24.6.2005, durante la quale il Fondo aveva esplicitato in un documento consegnato alla Autorità di Vigilanza, nella parte che riguardava il “processo di Liquidazione:liquidazione dei pensionati”, che “ il Fondo, per la non operatività nell’attuale fase delle disposizioni statutarie che hanno impedito in passato ai pensionati di beneficiare di eventuali plusvalenze derivanti dalla vendita del patrimonio (art.27 Statuto), ripartirà in misura proporzionale il ricavato fra attivi e pensionati della Gestione Vecchi Iscritti”.
Non è logico che tale rilevantissima modifica dello Statuto dovesse comportare formalità giuridiche e comunicative diverse? Occhio anche alle date.
Di plusvalenze si comincia a parlare sin dal primo trimestre del 2005: l’incarico alla Lehman Brothers è dell’8.3.2005. E che di valori ben più alti che da bilancio ne parlava sin da prima della decisione di scioglimento che è del 10.12.2004 anche il Presidente della COVIP. E non solo!