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INTERVENTI E RIFLESSIONI
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Assemblea Speciale 03/12/2008

Azioni di Risparmio non convertibili IntesaSanpaolo.

L'intervento di Franco Raviola

Sono Franco Raviola, ex dipendente in quiescenza.
H
o strutturato il mio intervento in tre fasi.
una prima riguardante specificamente le azioni di risparmio,
una seconda sullo status attuale della Banca,
una terza alcuni sistemi anacronistici di lavoro.
Premetto che con gli attuali chiari di luna, ed in qualsivoglia tipo di congiuntura, un’allegra finanza creativa può – anzi direi deve, se no che creatività avrebbe – produrre utili, tranne mangiarsi poi il capitale per pagare tali utili, o comunque distribuire dividendi ma licenziare in contemporanea il personale più anziano per rientrare di parte della spesa creativa.
Realisticamente l’attuale status economico non produrrà utili cash per un non breve periodo, e pertanto le azioni di risparmio, privilegiate nella distribuzione del dividendo, alla luce di tale realtà,  sono titoli che non hanno più ragione di esistere.
Pertanto devono essere convertite in azioni ordinarie….
….come già richiesto nel febbraio 2007 e fedelmente illustrato nella relazione del prof. SFAMENI, attuale rappresentate comune degli azionisti di risparmio, che non ha sortito effetto alcuno, pur con la dovuta presa d’atto sia del Consiglio di Gestione che di quello di Sorveglianza, che si sono chiamati fuori,  ritenendosi seraficamente non obbligati a decidere in merito a tale specifica delibera, ancorchè richiesta da azionisti e inoltrata dopo relativa  approvazione assembleare.
La richiesta di questa conversione  di  risparmio in ordinarie, aumenterebbe di 932.49 mln il numero delle ordinarie, riunificando il capitale sociale in numero 12.7 mld di azioni.
Questo rimaneggio numeri porterebbe a diluire l’impatto non solo psicologico ma soprattutto di valore, che provocherà il cambio di mano, totale o parziale, di 593 mnl di az. Ordinarie, poco più dell’attuale 5% del capitale, detenute dalla Carlo Tassara Spa (soglia il cui superamento, del 5%, è soggetta a preventiva autorizzazione della Banca d’Italia).
Già, mr. Zaleski, e non ditemi che le az. di risparmio non sono comunque legate alle ordinarie.
Non bastava il disastroso andamento dei titoli bancari, dopo i noti eventi, anche per la quasi totale perdita di fiducia nei biechi figuri che sono i Banchieri (vedi la solita frase…Tu dimostrami che non hai bisogno di soldi ed io Ti finanzio…) !
Per IntesaSanpaolo ci voleva anche l’intreccio Tassara e le azioni Intesa da buttare sul mercato per ricoprirne i debiti esteri e italici.
Quello che mi ha più negativamente colpito di questa storia, e che traspare dai sibillini comunicati e/o articoli attuali e strettamente precedenti di Reuter, Ansa, Intesa, Sole, MilanoFinanza, La Stampa etc., compresa la lettera al Sole del 26/11 u.s. del dr. Bazoli, è la sudditanza dimostrata materialmente da Intesa nei confronti di Unicredito che, oltre ad aver siglato separatamente col debitore, unica banca, un “…adeguamento del tasso di interesse sull’attuale profilo di rischio…” sul 50% della propria esposizione, è la Banca che rientrerà in modo più rilevante dei propri debiti, a fronte del passaggio di mano, o meglio della vendita di almeno il 3% delle azioni Intesa di proprietà Tassara.
Che poi in questa società debba avvenire tutto uno stravolgimento nella composizione del CdA, al fini di passare il potere decisionale alle Banche, è tutto un altro discorso futuro. …… E’ adesso che il guaio si è concretizzato!
Il comunicato di Intesa del 1/12 parla della “ sigla di un TERM SHEET avente per oggetto la stabilizzazione e progressiva riduzione dell’indebitamento…etc”...
Accidenti ai termini inglesi! A me sembra di vivere comunque in Italia…l’inglese non lo conosco ma, vocabolario alla mano, lo tradurrei con “condizioni di ricopertura” che rende meglio nella nostra madre lingua il suo significato.
Anche se, cercando sul vocabolario, ho scoperto che sia il sostantivo sheet che il verbo to sheet assumono significati diversi, secondo cosa segue o precede, col risultato di trovare che assurge anche al significato, nella imperiale Inghilterra che ha dominato il mondo attraverso il controllo dei mari, sia con corsari che con democratici cannoni …”…stringere il vento alando le scotte…” (to sheet home), un italico “salpa l’ancora e togliamoci dai piedi” o meglio un “predi i soldi e scappa”, molto più realistico.
Tutto ciò tenuto ben presente, alla luce di non voler più continuare a finanziare non solo i capitalisti prestanome (per diverse operazioni in altre società finanziarie e non…) ma addirittura sembra i mancati dividendi non distribuiti agli azionisti normali ma anticipati a Ms . Zaleski perchè paghi gli interessi passivi delle Banche estere (RBS e BNP al fine della loro non escussione delle garanzie prestate) per poter continuare ad operare finanziariamente.
E con gli interessi debitori che per un anno non verranno riscossi. Poi…si vedrà.
Vorrei poi ritornare sulle Risparmio, richiamando l’attenzione sul dividendo che comunque cartaceamente verrebbe attribuito a queste azioni (che dovrebbero cessare di esistere ed essere convertite in ordinarie):………. un suo pagamento in azioni di risparmio come cedola per le risparmio stesse, è un non senso, pur se allo stato attuale delle cose non è facile stabile che cosa abbia o non abbia senso.
Mentre è più reale pagare il dividendo delle azioni presenti sul mercato con l’emissione di obbligazioni a tasso fisso, convertibili, che dovranno avere un tasso come minimo del 5%, tenuto conto che l’Unicredito paga un rendimento di poco inferiore al 10% agli investitori istituzionali che si sono accollati volontariamente l’onore di sottoscrivere l’aumento di capitale….
Pur rinviando di qualche anno l’operatività delle nuove emissioni, anche non rappresentando l’apice del godimento da parte del risparmiatore, si crea comunque uno spiraglio di monetizzazione futura, maggiore soprattutto se tali obbligazioni convertibili, a partire dal quarto anno dalla loro emissione, avranno un parametro di conversione, da tale scadenza, in azioni, a rimborso variabile, denominato bull (toro / in opposizione a bear = orso), dove il prezzo di conversione del titolo non è 1 a 1 ma legato all’andamento del MIB nel periodo di riferimento, cioè un valore di conversione superiore al parametro “alla pari” nel caso di aumento dell’indice MIB nel periodo prefissato, o inferiore alla parità di concambio in caso di andamento negativo del MIB stesso.
E questo parametro di conversione variabile, basato sull’attuale indice MIB con titoli che hanno perso dal 50 all’ 80%, non può che puntare poi al rialzo.
Con buona pace futura del portafoglio di chi avrà tali titoli.
Anche perché in caso contrario, con ulteriore costante discesa del MIB nel corso dei prossimi quattro anni, non resteranno non solo gli occhi per piangere, ma neppure le società quotate.
Vi sono poi alcuni aspetti macroscopicamente anacronistici sull’operatività bancaria:
= IntesaSanpaolo ha inviato a tutti i Dipendenti in servizio ed in quiescenza il Nuovo Pacchetto delle condizioni da accettare e sottoscrivere.
Mentre i Dipendenti accettano direttamente col proprio PC in ufficio, i Pensionati, o gli assenti dal lavoro, devono inviare il documento di accettazione presso i diversi Uffici del Personale, quali centri di raccolta, secondo le Banche di appartenenza.
Tranne che per IntesaSanpaolo, dove la scelta di concentrazione nazionale è stata quella dell’Ufficio Relazioni Sindacali di Via Lugaro, a Torino.
Quello che una volta si chiamava Ufficio Personale, in IntesaSanpaolo, è stato abolito, non esiste più?
Mi spiegate che cosa c’entrano i sindacati con il personale presente ed in pensione?
L’ufficio di via Lugaro, terzo piano – seconda porta dall’ascensore - dove mi sono recato, nonostante quanto dettomi da sindacalisti in servizio, non è aperto al pubblico (ex dipendenti, in quiescenza, praticamente estranei da gettare nella spazzatura… nell’indifferenziato…), è presidiato da sindacalisti che ritirano i documenti solo DUE giorni alla settimana su CINQUE.
Alla reception non possono rilasciare ricevuta se viene lasciato il documento da inoltrare al terzo piano.
Naturalmente le raccomandate A/R le ritira e firma la reception…che poi le porta al terzo piano.
Ma perché sindacati e non Ufficio del Personale?
= Gadget natalizi UNICEF.
Quando ho effettuato il mio solito acquisto, ho scoperto che il programma contabile allo sportello prevede che vengano percepite le spese di 6,50 euro (costo del bonifico in contanti per l’Unicef) per ogni operazione .
Quindi lo sportellista deve procedere (autorizzato all’uopo) a stornare le spese in questione con ulteriore operazione contabile (3 passaggi a terminale più bilancio contabile per eseguire UNA operazione).
Complimenti al genio della programmazione che ha studiato l’operazione.
= Per chiudere parliamo di Intesa Vita (altro se mai durante le repliche)
Intesa Vita avvisa in data 31/10 che in seguito ad un intervento sugli archivi informatici, i codici di riferimento dei contratti sono cambiati, e fornisce pertanto il nuovo numero delle polizza in essere (aggiunge che tutte le clausole contrattuali restano invariate).
In data 06/11 ulteriore lettera invitante a verificare che i premi di polizza siano stati regolarmente versati, pena mancanza dell’eventuale beneficio fiscale collegato alla polizza.
Se qualcuno, verificando sul proprio c/c, si accorge di non aver ricevuto l’addebito del premio pattuito per il 2008, deve provvedere subito a versare sulle coordinate bancarie di seguito indicate, in quanto è il singolo contraente responsabile del pagamento dei premi previsti… Debbo quindi ritenere che la nuova codificazione Intesa Vita non sia in grado, o meglio non consenta, di verificare chi ha regolarmente pagato i premi e chi no.…Oppure…che l’intervento di Intesa Vita sugli archivi elettronici abbia causato…disguidi, cancellazioni, anomalie varie. Semplicemente osceno.
Diceva Voltaire:
molti uomini sono destinati a ragionare male altri a non ragionare affatto ed altri ancora a perseguitare coloro che ragionano.
Io sono qui.
Rinnovando la fiducia al Prof. SFAMENI, attendo Vostre risposte con riserva di replica, chiedendo nuovamente all’assemblea, se fosse necessario, di riformulare la richiesta di conversione della az. di Risparmio in Ordinarie, come sopra indicato, salvo migliorie nel rapporto di conversione che l’assemblea volesse determinare.

Caro Alfredo, ho stamane partecipato all'assemblea speciale per le azioni di risparmio di IntesaSanpaolo.
Forse il pezzo può servirTi per illuminare tutti i nostri colleghi sul mio stato d'animo, che penso sia comune a tutti quelli che purtroppo debbono fare i conti con prevaricazioni varie, sempre dall'alto (non certo come motivo morale...).
Eravamo in quattro gatti, inizialmente 29 persone per 104 mln di azioni su 932 mln, poco più dell'11%. Ma l'assemblea, in terza convocazione, era legalmente valida.
E' cominciata alle 11 ed è finita un'ora dopo, votazione compresa.
L'unico intervento rompiscatole da quasi 15 minuti è stato il mio. Gli altri 5 intervenuti hanno parlato per pochi minuti, ritenendo ben centrate le mie argomentazioni. Ma non è servito, come al solito, a nulla. L'assemblea doveva solo decidere chi doveva essere il rappresentante comune delle azioni di risparmio. Della conversione delle stesse, alla luce di quanto da me calorosamente esposto, pur con tutta la gravità del caso, non ha avuto seguito.
Ci ha pensato il Prof. Salza, ribadendo che comunque le Risparmio hanno per statuto il diritto al dividendo minimo del 5% del valore nominale, pari ad euro 0,026.
E ciò ha accontentato tutti.
Tranne me.
Auguri di Buon Natale a tutti Noi.
Franco Raviola - Torino 3 dicembre 2008