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Un'associazione nasce per rispondere a bisogni ed esigenze
morali e materiali di chi liberamente intende farne parte.
In essa ognuno trova o ritrova un pò di se stesso, della sua vicenda umana o
professionale o culturale o politica o religiosa. O tutti questi aspetti ed
altri insieme.
Un'Associazione si sviluppa, si consolida se nell'ambito dei suoi programmi
trova condivisione, entusiasmo e coinvolgimento da parte dei suoi soci ed
apprezzamenti per l'attività svolta e la validità della stessa.
L'Anpec fondata da un gruppo di 22 amici , legati dalla comune appartenenza
umana e professionale vissuta all'interno di una grande Banca, la Commerciale
Italiana, affettuosamente chiamata " Comit" in Italia e "Bisiai (BCI)"
all'estero, nasce nel dicembre 2003, per rispondere a queste motivazioni.
Per dare a tutti coloro che hanno fatto nella Comit un percorso più o meno
lungo della loro vita un riferimento , una rete di relazioni, una bandiera,
caratteristiche ora purtroppo assenti. Per dare occasioni di ritrovarsi, per
fornire supporti tecnici e pratici tanto più utili ed indispensabili nel
periodo del riposo lavorativo.
Forte e decisivo è stato per la donna e l'uomo Comit il senso
dell'appartenenza ad una Istituzione, non certo priva di difetti e problemi,
come tutto e tutti, ma ricca di valori e di insegnamenti. Il valore della
relazione, della condivisione, della solidarietà, il valore della formazione
improntata alla crescita non solo professionale ma anche morale, civica e
sociale. L'indimenticabile Raffaele Mattioli, il banchiere umanista per
decenni nostro Amministratore Delegato e Presidente nel fare suo il concetto
"della funzione sociale del credito e del profitto" , ci dà la misura e la
definizione di come dovrebbe essere, ed invece non è oggi, il sistema bancario
e finanziario in genere.
Oggi si parla e si agisce solo ed esclusivamente in funzione del profitto, dei
premi di produttività e dei risultati esasperati a tutti i costi (per il
cliente).
Su questo cinico altare si sacrificano relazioni, valori e persone. Si
antepone il conto economico all'uomo e alla donna.
E Banca Intesa che, scalata la Comit, l'ha fatta subito sparire, anzichè
federarla come da impegni pubblici assunti in precedenza da Giovanni Bazoli,
non fa eccezione.
Anzi diversi suoi comportamenti nei confronti dei Pensionati (vedi la
pervicace ingiustificata ed illegittima decisione di sciogliere il Fondo
Pensioni Comit), degli Esodati volontari (si fa per dire) e licenziati,
beffati da successive assunzioni a tempo indeterminato, e Personale in
servizio oberato ed assillato da budgets ansiogeni, stanno ad evidenziare il
solco fra questo nuovo modo di fare banca e credito, gestione del risparmio e
delle risorse umane e quello di un tempo. Che nel nostro caso accomuna ed
unisce i colleghi COMIT.
Nessuna nostalgia ma riconoscimento di veri valori ed in nome di questi tutela
determinata di diritti morali e materiali acquisiti.
Antonio Maria Masia -
Presidente Associazione Nazionale Pensionati ed Esodati della Banca
Commerciale Italiana - ANPEC
Sullo sfondo: la Filiale di Roma, Via del Corso, della Banca
Commerciale Italian |