Il Palazzo in Piazza San Michele a Lucca
Sede della Filiale della
Banca Commerciale Italiana
A cura di Alfredo Izeta - materiale
inviato da Giuliano Chiarotti
Lucca: il monumento funebre di Ilaria Del Carretto (Jacopo Della
Quercia)
A seguito di mie frequenti visite come turista conosco abbastanza bene la
città di Lucca, dalle caratteristiche mura che la circondano formando un lungo
viale alberato. ai suoi palazzi medioevali (fra i quali troviamo quello
occupato dalla locale Filiale Comit dal 1906), ed alle sue chiese, tutte in
puro stile che io chiamo "toscano".
Con una certa emozione ho ammirato la tomba di Ilaria Del
Carretto: bellissima giovinetta, era figlia di Carlo Del Carretto, Signore
di Zuccarello (Savona) e membro della omonima famiglia marchionale che governò
di Finale Ligure (cittadina dalla quale sono partito nel 1970 e nella quale
ora sono ritornato) dall'XI al XVI secolo. Nell'ambito della fitta ragnatela
di alleanze tessute dai Del Carretto, nei primi anni del XV secolo andò sposa
a Guinigi, Signore di Lucca, ove riposa dal 1408, anno in cui morì di parto.
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La storia di Lucca
Niente dì certo è possibile dire sulle origini di Lucca in epoca preromana.
Alcuni studiosi le attribuiscono una origine ligure (il toponimo Lucca
deriverebbe dal termine celto-ligure "luk", con chiaro riferimento ai
periodici straripamenti del fiume Serchio. Certo è
che
il territorio lucchese fu sotto l'influenza etrusca sino al VII sec. e
successivamente sotto quella
romana.
Non esiste una data certa della fondazione di Lucca come nucleo urbano, ma
essa può farsi risalire al II sec. A.C. venendo citata dallo storico Livio nel
180 a.C. Il luogo dell'insediamento fu scelto per la sua centralità rispetto
all'agro ma anche per la presenza di importanti direttrici viarie per Firenze,
Pisa, Parma e Luni.
La città romana venne edificata secondo lo schema rituale: di forma
rettangolare, anche se non perletta, ed attraversata dai due assi viari
fondamentali del cardo e del decumano agli 'estremi dei quali si trovavano le
quattro porte
cardinali. All'interno della cinta MURARIA, l'agglomerato era diviso in "insulae"
con al centro IL "forum", orientato prevalentemente verso il quadrante
nord-ovest e cioè proprio nella zona occupata dall'attuale Piazza San Michele.
Poche e relativamente frammentarie sono le notizie storiche relative alla
Lucca romana.
Nei secoli successivi, Lucca seguì le sorti dell'Impero Romano. Venne invasa
più volte prima dai Goti di Teodorico, poi dai Bizantini ed infine, attorno
all'anno 570, dai Longobardi. La conversione dei Longobardi alla religione
cattolica unita all'entusiasmo con il quale questa popolazione abbracciò il
nuovo credo, dettero un grande jmpulso ed importanza sempre maggiore alla vita
religiosa tanto che all' epoca si hanno notizie dell'esistenza di ben 51
chiese all'interno delle mura. A questa epoca risalgono la fondazione di San
Martino, che nel 725 diverrà Cattedrale, di San Giovanni e di San Michele.
Per quest'ultima, la prima notizia certa è del 795 ed è sjntomatico che venga
definita "ad forum", cioè presso l'antico foro romano: San Michele fu chies,
importante e ad essa furono annessi nel tempo un ospedale, molte case ed anche
un monastero. La chiesa attuale è
una riedificazione, iniziata nell'anno 1070 sotto gli auspici di Papa
Alessandro Il e continuata con alterne vicende: verso il 1250 la maggior parte
dei lavori poteva dirsi conclusa. Nei pressi di San Michele si accentrarono
anche i simboli del potere politico; ed infatti nel 1097 si ha notizia che il
"palatio civitatis", sede dei Consoli e del Podestà, sorgeva nelle immediate
vicinanze del transetto nord della chiesa.
Lucca,
nel XVI secolo, raggiunse l'apice della propria potenza economica, ed in
considerazione dell'espansionìsmo mediceo decise di dotarsi di una possente
cinta muraria, ricorrendo all'operato di numerosi architetti ed ingegneri
militari e realizzando in breve tempo un'opera che ancora oggi stupisce e
meraviglia.
Quasi contemporaneamente iniziò un periodo di lenta ma
continua decadenza delle attività industriali ed economiche, fenomeno che
interessò non solo Lucca ma in generale tutta la Toscana.
La città rimase come congelata all'interno della sua cerchia di mura,
conoscendo un effimero momento di risveglio edilizio; ed urbanistico solo nel
periodo bonapartista cui seguì la restaurazione con l'insediamento del ducato
che concluderà la sua vicenda politica nel 1847 con la cessione di Lucca e del
suo territorio al Granducato di Toscana. In questo tempo la Piazza San Michele
mantenne il suo carattere di centro civile, e fu oggetto di continue cure
intese al suo mantenimento ed abbellimento come l'intervento che portò al
rialzamento di parte del piano stradale, delimitato da pilastri marmorei, e la
nuova pavimentazione.
La Piazza San Michele divenne luogo di mercato delle granaglie e poi, a
partire .dalla fine del 1800, sede dei maggiori Istituti bancari .
Il Palazzo sede della Filiale della Banca Commerciale
Il palazzo della Filiale di Lucca della Banca Commerciale ltaliana, insieme ai
fabbricati coi quali si collega, posti a sud su via San Pao1ino e ad ovest su
piazza Cittadella, seppure con molte varianti già esisteva nel sec. XIII.Dalla
documentata descrizione del Matraia (v. Giuseppe Matraia, "Lucca nel
Duecento", Tip. Guidotti, Lucca 1843) risulta che nel Duecento, a partire
dalla torre d'angolo di via San Paolino,
furono proprietari dei primi due blocchi di case di piazza San Michele prima
certo Calcetto, quindi i nobili Del Pozzo. Sempre il Calcetto poi suo fratello
Duralfrio possedette la casa d'angolo, che aveva la facciata prospiciente alla
chiesa di San Michele.oggi caratterizzato da un balcone e dalla scritta che
attesta la presenza del1a Banca Commerciale Italiana, non eliminata da Banca
Intesa.
Non
si sa a chi siano appartenuti in epoca successiva questi edifici e quelli
retrostanti. Sappiamo soltanto che la costruzione dotata di torre, tutt'oggi
abbastanza omogenea, compresa fr.a i numeri 7-17 di via Di Poggjo, appartenne
prima ai Maltuccì poi a Guglielmo Di Poggjo. La famiglia di quest'ultimo fu
tra le prime della città: dal 1369 al 1522 ebbe 45 Gonfalonieri di Giustizia,
200 Anziani e molti Vescovi.
Per
quanto si riferisce alla facciata del palazzo di proprietà della Comit,
riportiamo la descrizione che ne fa il Pierotti (v. Piero Pierotti, "Lucca -
urbanistica edilizia medioevale", ed. Comunità, Milano 1965): "In piazza San
Michele, presso l'angolo con via di Poggio, c'è una costruzione che conserva
visibilissimi i caratteri delle strutture medievali, ma che appare assai
complessa ed eterogenea nelle sue componenti".
La Filiale di Lucca della Banca Commerciale Italiana inizia la propria
attività nell' anno 1907, utilizzando alcuni locali posti al piano terreno ed
al primo piano del fabbricato in angolo tra la Pazza San Michele e la Via dl
Poggio, locati acquisiti in proprietà e oggetto di un primo
intervento
di adattamento e ristrutturazione.
Da allora ha inizio, continuando sino alla fine del XX secolo, un processo di
crescita della Filiale che, in parallelo con la sempre maggiore rilevanza
dell' attività della Comit nel panorama economico della città e dei suoi
dintorni comporta necessariamente una sempre maggiore richiesta di spazi
operativi.
Per sopperire a queste esigenze, l'Istituto dà corso ad una politica di
acquisizione delle unità immobjliari confinanti con propri locali non appena
queste si rendono disponibili (e si noti che la proprietà era estremamente
frazionata), manifestando una persistente volontà di consolidare la propria
presenza in quello che a tutt'oggi è il punto focale della Città di Lucca: la
Piazza San Michele. Le ragioni di questa scelta vanno ricercate, oltre che in
motivi puramente ubicazionali e di convenienza, anche, e soprattutto, nel
particolare spirito di "colleganza"
che lega la cittadinanza lucchese con la Chiesa San Michele e con la sua
Piazza. Colleganza che è fortissima anche ai giorni nostri e che trova le sue
radici più profonde nella storia stessa della Città di Lucca.
Come detto all'inizio, la Banca Commerciale Italiana si stabilisce a
Lucca nel 1907. La sede è piccola ed angusta ed in breve tempo si
dimostra insufficiente sia come spazi che come decoro. Vengono acquistati
altri locali ed
eseguito
un completo intervento di ristrutturazione negli anni ] 921-1922. A questo
primo -intervento ne seguono altri nel 1938, nel 1947-51, nel 1956 (il
restauro del palazzo, curato da Vincenzo Vannucchi, venne portato avanti in
fasi successive dal 1951 al 1962; dapprima venne riportata in luce
l'originaria struttura muraria della facciata, cui seguì il recupero delle
bifore e trifore che emergevano dalla muratura stessa), nel 1975-77 ed infine
l'ultimo, iniziato nel 1989 e concluso nel 1992. Tutti gli interventi, ad
esclusione
dell'ultimo, sono preceduti dall' acquisto dei locali necessari per
'ampliamento della Filiale. Nel tempo viene realizzato il caveau al piano
interrato e sono effettuati gli interventi nel salone e negli uffici ai piani
superiori, nonché quelli necessari per i vali impianti. Le ristrutturazioni
riguardano anche gli esterni e l'assetto delle facciate. In particolare quella
in fregio alla Piazza San Mjchele viene variata in modo sostanziale rimettendo
in luce il paramento in mattoni a facciavista e ripristinando la serie di
finestre a bifora ed a trifora che interessano tutti i piani, finestre che
erano state alterate nel tempo per adattar le alle mutate esigenze estetiche
ma le cui strutture erano limaste inglobate nelle murature.
Come suo costume, la Banca Commerciale Italiana ha quindi consegnato alla cittadinanza di Lucca un edificio inalterato e godibile sotto ogni profilo, evitando ristrutturazioni a "basso costo", impensabili per un immobile risalente almeno al tredicesimo secolo.
Alfredo Izeta - ottobre 2005






