Villa Ombrosa: la Banca di
Ponte Dattaro (il Centro Contabile Parma)
A cura di Alfredo Izeta
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Un racconto
breve di G. Marmiroli
Il Centro Contabile di Parma: è questo uno dei maggiori vanti della Banca Commerciale Italiana negli ultimi cinquant'anni del XX secolo. All'avanguardia nella meccanizzazione dei processi, la Comit era invidiata dal sistema bancario (nazionale ed internazionale) per aver saputo impiantare un collettore e distributore di dati e di materiale cartaceo capiente ed efficace allo stesso tempo. Il CAE era meta di visite da parte di "comitive" che cercavano di carpirgli i suoi segreti per trasferirli sulle rispettive aziende di pertinenza!
Oggi la disponibilità di spazi sostanzialmente illimitati su Internet non richiede più strutture di grandi dimensioni: la gestione degli archivi è affidata a poche persone e le principali lavorazioni vengono dirottate in "outsourcing" a contropartite esterne che tuttavia spesso e volentieri non dimostrano la stessa cura ed efficienza delle persone che si sono avvicendate per sei decenni nella gestione della struttura. Ciononostante la nuova Banca Intesa ha dovuto utilizzare - ed è forse l'unico caso dalla fusione dei tre Istituti principali, in ordine di importanza Banca Commerciale Italiana, Cariplo ed il minuscolo BAV - le strutture Comit di Parma, dalle quali viene gestita la contabilità. Con una punta di rammarico la scelta del sistema informativo BAV (forse utilizzato per permettere ai nuovi "padroni" di comprendere i dati del nuovo Istituto di credito) ha determinato la perdita di grandi conquiste della Comit, fra le quali spicca la circolarità dei rapporti su tutto il territorio nazionale, oggi del tutto inesistente in Banca Intesa.
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La realizzazione di un Centro Contabile unico
Negli anni trenta la Comit aveva imboccato la strada di una sempre maggiore
meccanizzazione dei servizi, politica che la poneva all'avanguardia sia in
Italia che in Europa.
La necessità di contenimento dei costi e di raggiungimento di
risultati economici in costante crescita dovevano necessariamente condurre ad
una netta sterzata verso la modernizzazione degli apparati. In sostanza la
soluzione era stata correttamente individuata nel togliere alla periferia (le
Filiali) il controllo delle operazioni bancarie affidandolo ad un Centro
Contabile unico che avrebbe eseguito - massificandolo - il lavoro
di verifica e di ragioneria e sarebbe stato nel contempo al servizio della
Direzione Centrale che avrebbe avuto la disponibilità dei dati dell'Istituto
con maggiore velocità e precisione.
Nel settembre 1939 venne progettato un Centro Contabile cui sarebbe stato
affiancato un deposito centralizzato dei titoli oltre ad un Archivio Generale
nel quale convogliare della documentazione cartacea della banca. Venne
scelta Parma come
sede di questo centro in quanto la città risultava una località di provincia
lontana dalle grandi città padani che - si pensava - sarebbero state oggetto
di bombardamenti alleati (in realtà il nodo ferroviario parmense venne
pesantemente colpito nel 1943) ed era inoltre ben collegata a tutte le
località della penisola.
Il 29 settembre 1939 venne acquistata Villa Ombrosa (situata , unitamente al parco circostante (circa 24.000 mq. che sarebbero stati utili in caso di successivi ampliamenti) in posizione periferica. I lavori di ristrutturazione durarono un biennio: il nuovo complesso venne inaugurato il 28 ottobre 1941 e raccolse unanimi pareri favorevoli sul recupero della vecchia villa.
I preesistenti Centri Contabili (che avevano preso il seguito
dei c.d. Centri Incassi) vennero sostituiti da una struttura con sede
provvisoria a Parma, Piazzale San Lorenzo (12 febbraio 1940), nella quale
trovarono allocazione anche gli uffici della G.I.M. (Gestione Impianti
Meccanizzati: aveva adottato il sistema delle schede perforate). I Centri
Contabili esistenti allo scoppio della II Guerra Mondiale (Roma, Napoli,
Venezia, Genova Milano, Parma) vennero gradualmente incorporati a Parma.
Milano fu l'ultimo il 31 agosto 1942: il giorno successivo la Comit, unica in
Italia ed in Europa disponeva di un Centro Contabile unico! Mattioli aveva
portato la banca all'avanguardia anche in questo comparto!
Dal
1943 sino alla fine la guerra causò notevoli problematiche di funzionamento:
l'Italia era praticamente divisa in due parti che non colloquiavano fra loro.
Nel settembre 1944 una parte delle lavorazioni venne spostata a Milano,
ritornando a Parma nell'anno successivo.
Nel periodo post-belli il Centro cambiò la propria funzione: da organo operativo e di supporto alle Filiali diventò organo di controllo della Direzione Centrale, in particolare destinato all'elaborazione dei bilanci della periferia ed alla loro riassunzione nel documento contabile dell'Istituto.
Nel corso degli anni il CAE fu oggetto di successivi ampliamenti, che culminarono nella costruzione di un nuovo edificio nell'area di Villa Ombrosa. Il Centro Elaborazione Dati (C.E.D.) è scomposto in tre blocchi distinti. Le parti in acciaio, progettate con criteri antisismici, hanno permesso di contenere gli spessori delle strutture, mentre i materiali "tradizionali" utilizzati nelle facciate ben si accordano con le vecchie murature. Si può ben affermare che la tradizione innovatrice e modernistica della Comit ha segnato un altro punto a proprio vantaggio!
Il Centro Contabile collettore di opere d'arte
Le sculture posizionate nel parco del CAE sono solo una parte della collezione che la Società Henraux di Querceta ha raccolto in un decennio (dal 1963 in poi).
Nel 1974 la Banca Commerciale Italiana ha acquistato l'intera raccolta, che ha posizionato, oltre che nel parco del CAE, nel giardino dell'Archivio Storico in Via Manzoni e negli spazi liberi di alcune Filiali.
Le sculture, realizzate da artisti appartenenti a diverse generazioni e provenienza (Italia ed estero) sono state esposte nel 1984 nella mostra "Marmi nel parco" organizzata dal Comune di Pietrasanta nella pineta della "Versiliana".
La collezione della Banca Commerciale Italiana indica una reale ed importante apertura verso l'arte dell'ultima generazione e rappresenta uno dei pochi esempi di raccolta sistematica in un paese dove musei e enti pubblici e privati che ricercano le opere d'arte contemporanea sono una rarità: in ogni caso una collezione delle opere di artisti giovani è un reale patrimonio per il futuro!
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Anche per chi non è nato e vissuto per anni a Parma, ma
appartiene al mondo della Comit, il "Centro Parma" è un mito.
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