FONDO PENSIONI COMIT – LIQUIDAZIONE - PROBLEMATICA FISCALE

 

La nota che segue non ha la pretesa di esaurire un argomento complesso come quello indicato a margine, sia per la farraginosità delle norme tributarie che lo riguardano, sia per il comportamento dell’ente erogatore, il quale non ha mai provveduto a dare alcuna notizia precisa in merito, senza la quale non può che esserci  incertezza.

 

Al riguardo fa specie che il Presidente dell’Ente dr. Elia, del quale ho avuto modo di recente di apprezzarne la professionalità congiunta ad un buon senso pratico anche in delicate questioni strettamente giuridiche, non abbia sentito l’esigenza di invitare gli uffici del Fondo a dare un’informazione chiara sulle norme tributarie applicate e sulle aliquote individuali trattenute, notizie che avrebbero potuto senza alcuno sforzo essere date tramite il conto corrente con cui è stato fatto l’accredito ( tipo: ”importo lordo…” ”importo netto…” ”aliquota applicata…”).

Infatti l’informazione generica, come il testo qui riprodotto inviato ad un pensionato crea soltanto disinformazione e frustrazione in quanto incomprensibile e non traducibile in calcoli effettivi individuali :” Con l’occasione si informa che ai fini fiscali le somme in questione sono assoggettate a tassazione separata con l’applicazione della c.d. ‘aliquota interna’, calcolata secondo i criteri utilizzati per la determinazione dell’aliquota per il trattamento di fine rapporto”.

 

Il problema essenziale ai fini della applicazione della esatta normativa tributaria da applicare alle somme erogate parte dalla qualificazione giuridica che si dà alle somme liquidate; sul punto non vi è discrepanza in linea teorica fra le varie fonti che si tratti di “ altre indennità e somme percepite una volta tanto in dipendenza della cessazione dei rapporti di lavoro dipendente” ( volgarmente chiamate “capitalizzazioni”).

Ma, come è noto, il Fondo pur avendo comunicato che le somme liquidate nel 2004 e nel 2005 facevano parte della c.d. liquidazione, le ha tassate come il normale reddito annuale sottoposto a IRPEF. Per gli acconti 2006 regna incertezza sulle aliquote. Ma se non si trattasse di “liquidazione”? Cioè se il Fondo non fosse stato ancora in liquidazione come da sentenza del Tribunale di Milano del 27 novembre 2006 e il Fondo fosse stato sciolto soltanto con la delibera del Consiglio in data 21 novembre 2006 ? A che normativa si deve ricorrere?

Mistificazione della realtà!

Soltanto in prosieguo del tempo forse si potrà chiarire il problema. 

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In assenza di chiarimenti diretti si è tentato di aggirare il problema, proponendo all’Ufficio Fiscalità Generale  della Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate della Lombardia un interpello ai sensi dell’art. 11 della Legge 27 luglio 2000 n.212. Si è cioè con l’interpello prospettata la fattispecie di un Fondo Pensione Integrativo liquidato coattivamente nel 1999, con le stesse caratteristiche del nostro ( Fondo a prestazione definita, soci tutti  vecchi iscritti ante 1993, come previsto dalla legge), chiedendo se il trattamento tributario applicato in quel caso dai liquidatori potesse essere valido anche per i pensionati Comit. ( Si tenga presente che i criteri di liquidazione adottati dal Fondo ISVEIMER – preso come esempio - sono stati, nel contenzioso che ne è seguito, confermati da sentenze delle Commissioni Tributarie Provinciali di 1° grado - Milano, Bari Napoli -, da quelle Regionali  di 2° grado - Campania e Puglia -, nonchè dalla Sezione Tributaria della Corte Suprema di Cassazione). 

Premesso che la risposta dell’Agenzia delle Entrate non condiziona per nessun motivo sia un’eventuale domanda all’Agenzia delle Entrate di restituzione di imposte ritenute illegittimamente trattenute dal sostituto di imposta (il Fondo), sia la proposizione di ricorsi alla Magistratura Tributaria di ogni ordine e grado, che, evidentemente non potrebbe non tener conto delle proprie precedenti decisioni, se il caso da noi “vissuto” fosse considerato analogo a quello dell’Isveimer, in allegato riportiamo le domande principali del nostro interpello e le risposte corrispondenti dell’Agenzia delle Entrate( Il testo in corsivo interpolato è il mio commento inserito con l’intento di chiarire meglio il problema trattato): per visualizzarle utilizzare la barra di navigazione in alto.

Questo è per il momento tutto quello che si può dire sullo stato dell’arte. Probabilmente avremo più lumi quando il Fondo, come sostituto d’imposta, ci invierà entro il mese di marzo 2007 il CUD relativo ai redditi 2006.

In ogni caso si tenga presente che i termini per il  ricorso tributario prevede 48 mesi di tempo dal momento che è stato liquidato il primo acconto 2006 e quindi c’è tempo in abbondanza per valutare tutte le opportunità esistenti. 

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Approfitto dell’occasione per augurare a tutti Voi e alle Vostre famiglie i migliori auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo. Molte cordialità da
Dino Vanin


 

Per quanto riguarda la nota di Vanin aggiungo la seguente informazione:
In ogni caso si tenga presente che I termini per il ricorso tributario sono lunghi per cui abbiamo abbondanza di tempo per valutare tutte le opportunità esistenti.
Per chiarezza indichiamo che l'iter del contenzioso tributario prevede :
- entro 48 mesi dal momento che è stato liquidato il primo acconto 2006 presentazione di Istanza di rimborso all'Agenzia delle Entrate
- se dopo I 90 gg successivi alla presentazione dell'Istanza non vi è alcuna comunicazione (positiva o negativa) da parte dell'Agenzia delle Entrate si può fare Ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale
- se invece l'Agenzia delle Entrate dovesse dare risposta negativa allora si hanno solo 60 gg di tempo (dalla ricezione della comunicazione) per depositare il Ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale.
Antonio Masia 
 

 


 

FONDO PENSIONE COMIT LIQUIDAZIONE PROBLEMATICA FISCALE
( trovate la nota anche sui siti ANPEC - abbiamo anche inserito  la relazione dell'intervento in Assemblea Intesa del 1.12 dell'amico e socio Franco Raviola di Torino)

Per chi non avesse provveduto al rinnovo 2006 dell’adesione all’Associazione (€12) segnaliamo gli estremi del nostro c/c:
Anpec 625005890312 abi 3069 cab 5072, Filiale Intesa Roma n. 4826 . GRAZIE


Care amiche e cari amici,
Vi trasmetto in allegato il prezioso e significativo contributo del nostro amico e socio Dino Vanin di Milano sul tema fiscale della liquidazione del Fondo Pensioni.
Da leggere con attenzione, rilevando la sorpresa dell'interpretazione: il capitale ricevuto non è derivante dalla pensione cessata, ma.. forse.. da un insperato regalo di uno "zio d'America"! Così lo tosano meglio!
Il contributo di Vanin non risolve certamente il quesito circa la elevata aliquota applicata, nè vengono chiariti tutti i nostri dubbi. L'avrebbero dovuto fare per dovere informativo e rispetto dei diritti dei Pensionati, quel Fondo e quegli amministratori del Fondo, e tutti coloro che hanno preteso indegnamente di amministrarVi e rappresentarVi.
L'avrebbero dovuto fare per tempo, e di tempo ne hanno avuto tanto, quasi due anni, perchè quando si amministrano gli interessi degli altri, il frutto del lavoro degli altri... agli altri vanno date tutte le informazioni necessarie con tempestività chiarezza e trasparenza.
Invece nessuno capisce niente dal punto di vista fiscale e per la verità nessuno ha capito niente dei criteri di una liquidazione della pensione , decisa dalle cosiddette Fonti Istitutive il 10.12.2004 (cioè Banca e Sindacati, tranne Fabi) ed eseguita da un C.d.A. del Fondo incapace di fare diversamente, a partire dal 23.12.2004, come da comunicazione inviataVi, e tollerata da una Covip non chiara sui suoi doveri di vigilanza e controllo , e coperta dal silenzio assordante di "libera" (!) Stampa e Istituzioni varie.
Liquidazione che, con un giochino di prestigio, ci viene ora presentata come frutto di una delibera del C.d.A del 22.11.2006, delibera posta fra l'udienza del 17 e quella del 24! Meriterebbe, la vicenda, veramente reazioni forti e determinate sul piano giudiziario. Invece sono riusciti anche su questo fronte a condizionare l'atteggiamento di quasi tutti (qualcuno che non molla c'è) con l'ingiustificabile decisione di sospendere il pagamento dell'"accontone" di ottobre, e per ottenere spontanee "abiure" e revoche di riserve mai date.
Una cosa l'abbiamo invece capita: sul piano formale ha vinto l'arroganza, l'ingiustificatezza, la illegittimità. Sul piano morale e sostanziale ci sentiamo fieri del nostro impegno coerente, trasparente e determinato. E sul merito non sconfitti.
I "padroni del vapore" hanno perso credibilità, rispetto e stima.

Buon Natale e sereno 2007 a tutti voi ed ai vostri cari.
Antonio Masia
Roma 9.12.2006