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23 giugno 2009

 

Comunicato n. 15 del 23-6-2009

- Fondo Pensione Comit (sentenza sulla improcedibilità)

- Bilancio Cassa Sanitaria al 31.12.2008 ,

- Lutti -

- Vertenza Cimatti

Care amiche e cari amici,

alcune informazioni prima del periodo delle vacanze.

Fondo Pensioni Comit:

In data 19/6 come previsto si è svolta a Milano un’importante udienza su alcune cause riunite presso la Giudice del Lavoro Dr.ssa Beccarini, fra le quali la nostra riguardante i colleghi “”zainettati” esodati e/o licenziati nel 2003/2004, coloro (quasi tutti ancora in servizio) che hanno preso anticipi sullo zainetto per la 1° casa o per questioni di salute, ed i ceduti ad altri Istituti, (n. 647 in totale) e relativa alla nota questione della distribuzione delle plusvalenze. Distribuzione che, in maniera assolutamente iniqua ed illegittima, Fondo, Banca ed Organizzazioni Sindacali (non tutte) vogliono definire, senza più confrontarsi sul terreno del normale processo per gradi previsto dal nostro ordinamento, ma spostando i termini del confronto sul piano della procedura concorsuale da Lorsignori adattata alla circostanza. Distribuzione che avvantaggerebbe alcune categorie di Pensionati, che mai hanno sopportato sacrifici per la salvezza del Fondo, rispetto ad altri che invece al risanamento hanno pagato, come noto, un salatissimo prezzo.

Su come si è conclusa l’udienza e sullo svolgimento del dibattito ci affidiamo alla nota del nostro Gianfranco Minotti. Ci limitiamo in questa sede a sottolineare che l’aver dichiarato improcedibili le cause ordinarie, circostanza che tanto fa gioire i colleghi del Direttivo della Unione Nazionale Pensionati - Milano, dimentichi degli altrui sacrifici, in noi invece provoca delusione e sconcerto. Come hanno sottolineato in Tribunale i nostri legali (per la verità non tutti con la stessa determinazione), e i legali di altri ricorrenti (l’Avv. Centofanti aveva preventivamente bollato l’eventualità di improcedibilità una aberrazione giuridica) la sentenza non trova alcun riscontro nelle norme vigenti ( come fortemente sottolineato dal nostro Avv. Iacoviello) ed asseconda invece una procedura assolutamente anomale ed irrituale, così come anche ripetutamente riconosciuto dagli stessi proponenti ( Avv.ti Ichino e Brugnatelli per il Fondo). Una procedura battezzata “di rito ambrosiano”, inventata di sana pianta, introvabile in diritto, e che consente al Fondo di trasferire sul terreno di una procedura “parafallimentare” una vicenda che fallimentare non è, viste le enormi plusvalenze in ballo, affidando il tutto al giudizio( pubblico o al chiuso di una camera di consiglio? finale o appellabile? non si capisce) di un collegio (di cui fa parte la stessa Giudice Beccarini, stavolta nei panni inusuali di Giudice fallimentare). Azzerate quindi le procedure e le garanzie dei processi ordinari! Al Fondo è stata data la possibilità di scegliersi il luogo e le armi dello "scontro"! Leggeremo e valuteremo le motivazioni della sentenza.

Ora denunciamo la circostanza e, con immutato impegno, ci prepariamo allo "scontro", che speriamo avvenga, entrando finalmente nel merito delle opposizioni al piano di riparto, seppure sul terreno di questa strana e forzata procedura concorsuale. Procedura prima invocata , poi smentita per parlare di liquidazione in bonis , poi di nuovo invocata ed applicata per fare tabula rasa dei ricorsi in essere (quelli su Milano). Continuano almeno per ora altri ricorsi sull’argomento radicati fuori Milano, e continua il ricorso in Cassazione dei 98/99.

Ecco la nota di Minotti:

Un breve aggiornamento sul fronte del contenzioso riguardante il ‘Fondo’. Nella mattinata del 19 c.m. presso il Tribunale di Milano Sez. Lavoro si è tenuta l’udienza relativa alle cause promosse in via ordinaria a carico del ‘Fondo’ e riunite in un unico procedimento stante la comunanza di domande incentrate sul rispetto dell’ applicazione dell’ art. 27 dello Statuto del ‘Fondo’ disciplinante la ripartizione delle plusvalenze realizzate dalla vendita del patrimonio immobiliare mediante assegnazione delle stesse a compenso , in primo luogo, del sacrificio subito dai lavoratori iscritti al 28.4.1993 ed in servizio all’ 1.1.2000 con il riproporzionamento del c.d. ‘zainetto’ e, in secondo luogo , del sacrificio subito da tutti coloro che si videro ridotti del 25,70% i coefficienti pensionistici.

In detta udienza , i legali del ‘Fondo’ hanno insistito nella loro istanza di improponibilità/improcedibilità/inammissibilità delle cause per effetto dell’intervenuto deposito del piano di riparto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30.4. u.s. da cui sarebbe scaturita l’attribuzione esclusiva della competenza in ordine alle vertenze a contenuto patrimoniale nei confronti del ‘Fondo’ al collegio incaricato di giudicare le contestazioni avverso i criteri distributivi di detto riparto secondo la disciplina contemplata dall’ art. 213 della Legge Fallimentare in tema di Liquidazione Coatta Amministrativa.

Tale istanza è stata contrastata da tutti i patroni dei ricorrenti che , richiamandosi anche a quanto affermato dallo stesso ‘Fondo’ nelle prime osservazioni depositate in relazione alle contestazioni al piano di riparto , hanno sostenuto l’insussistenza delle condizioni per l’interruzione delle cause versandosi in una fattispecie di liquidazione volontaria non suscettibile di determinare una mutazione del regime della competenza eccezionalmente prevista per le procedure di tipo fallimentare. Al riguardo ,particolarmente intensi ed articolati sono stati gli interventi dell’ Avv. Michele Iacoviello (presente per delega del Prof. Antonio Pileggi) relativamente ai nostri assistiti e del Prof. Siro Centofanti per altri , mirati a rimarcare l’abnormità della ritualità invocata dal ‘Fondo’ priva di qualsiasi supporto normativo e , peraltro, violativa del diritto al compiuto esercizio delle difese , interventi ai quali hanno replicato , con argomenti di natura meramente metagiuridica , il Prof. Pietro Ichino e l ’Avv. Francesco Brugnatelli per il ‘Fondo’ appellandosi all’esigenza di applicare al contesto una soluzione innovativa giustificata dalle finalità di un contenimento dell’iter processuale e delle relative tempistiche..

Conclusa la fase dibattimentale alla ripresa pomeridiana, il G.I. Dr.ssa Beccarini , dopo una breve camera di consiglio, ha , sorprendentemente , deciso di accogliere l’istanza del ‘Fondo’ dichiarando l’interruzione delle cause. Un’altra sentenza, per noi negativa perché fa piazza pulita, salvo eventuale appello, del nostro ricorso e di altri ma che si basa su questioni procedurali e formali, e che non affronta il vero tema del contendere:la ripartizione iniqua e ingiusta che vuole attuare il Fondo a vantaggio di alcuni e a danno di altri. Questo tema viene così rimandato alle cause concernenti le contestazioni al piano di riparto.

Dopo questa sentenza , davvero singolare, si dovrà ora vagliare se valga la pena procedere ad un’ impugnativa di tale provvedimento (nettamente confliggente con il principio della perpetuatio jurisdictionis che non consente una variazione di competenza se non in fattispecie ben tipizzate cui certo non appartiene l’attuale liquidazione del ‘Fondo’) ovvero se sia più strategicamente utile concentrare tutte le attività processuali sul versante delle contestazioni al piano di riparto che sono state intanto concretate con il deposito dei rituali atti presso la Cancelleria del Tribunale di Milano Sez. Lavoro ove è stato formato il fascicolo della procedura liquidatoria. Con riguardo ai relativi procedimenti , destinati ad essere riuniti per connessione, si è in attesa di conoscere quando si terrà l’udienza di trattazione delle contestazioni (sperando che non si addivenga ad una decisione “a porte chiuse” in camera di consiglio- : si tratterebbe , nell’ipotesi , di una inaudita forzatura) . Nel frattempo si è avuto modo di dare lettura alle osservazioni formulate dai legali del ‘Fondo’ il cui rigore nel contrasto delle opposizioni ai criteri di riparto non consente , allo stato , di intravvedere una possibilità di una soluzione conciliativa che , tuttavia, non volendo credere , nonostante le amarezze sin qui subite , ad una giustizia preconfezionata, si auspica possa finire per essere ispirata dallo stesso collegio giudicante composto da magistrati, inclini a ben coniugare le ragioni di diritto con quelle dell’equità .

Cassa Sanitaria

Inoltriamo la nota di Sergio Marini, nostro Consigliere in Cassa Sanitaria, che contiene valutazioni e suggerimenti relativamente al Bilancio al 31.12.2008. Condividiamo le riflessioni , ricordando la grande opportunità della polizza Allianz /FAP-Federazione Nazionale dei Pensionati del Credito per tutti coloro che sono privi della Cassa Sanitaria Intesa:

CASSA SANITARIA – BILANCIO AL 31 DICEMBRE 2008

E' in arrivo il bilancio della Cassa, con alcune significative indicazioni sul costante miglioramento dei conti e delle prestazioni erogate.

Qualche dettaglio:

l gestione caratteristica, intesa come raffronto fra i contributi versati e le prestazioni erogate: presenta un saldo negativo di €uro 159/m, modesto se raffrontato ad un monte prestazioni pari ad €uro 53,7 milioni;

l gestione finale: evidenzia una perdita di €uro 1,8 milioni circa, contro €uro 3,4 milioni del 2007;

l costi di gestione: pari ad €uro 3,1 milioni, costi che per la Cassa del Sanpaolo vengono assorbito al 100% dalla Banca; se così fosse anche per noi, la gestione avrebbe chiuso con un utile di €uro 1,3 milioni circa;

l gestione operativa: il costo è diminuito del 14% nel biennio, e diminuirà ulteriormente col trasferimento in corso al pianterreno dello stabile, in spazi più contenuti;

l proventi finanziari delle riserve: ammontano ad €uro 2,5 milioni, contro €uro 0,8 milioni del 2007, grazie all'abbandono delle gestioni professionali esterne ed all'adozione della formula “pronti contro termine”, attraverso gare fra Istituti di Credito;

l pratiche di rimborso: complessivamente n. 227.000, di cui 138.000 a richiesta degli iscritti e 89.000 per prestazioni in forma diretta;

l tempi di rimborso: sono scesi sotto i 30 giorni, contro i 45 giorni previsti dallo statuto;

l iscritti: scendono a 98.000, contro i 107.000 del 2007, a causa delle dismissioni di aziende operate dal Gruppo Intesasanpaolo.

* * *

Come noto, il Consiglio continua la sua opera in assenza dei 6 Consiglieri della Banca, dimissionari da circa un anno e mai sostituiti. Il tentativo di stravolgere la natura della nostra Cassa è stato, almeno per ora, sventato grazie anche alla decisa azione di protesta della nostra categoria, non sempre adeguatamente sostenuta dalle rappresentanze sindacali aziendali.

Continuiamo a vigilare e ci riserviamo di informarvi tempestivamente sugli eventuali sviluppi. Un apprezzamento merita il Direttore Dott. Guarino, che assolve con impegno e competenza il proprio ruolo, pur dovendo rispondere oltreché al Consiglio alla Banca, suo datore di lavoro. Desidero ricordare con l'occasione la scomparsa di un carissimo amico e competente Consigliere, Francesco Fiore, citato anche in calce della Relazione.

Concludo rivolgendovi il mio invito convinto ad approvare questo bilancio, e a difendere la nostra Cassa, la cui assistenza non è assolutamente paragonabile – a parità di costo contributivo medio pari a circa €uro 800 per pensionato iscritto - a qualsiasi polizza assicurativa sanitaria; si ricorda inoltre che l'eventuale uscita dalla Cassa non consente, per statuto, un successivo rientro.

Sergio Marini- Consigliere Cassa Sanitaria

Lutti:

Concludiamo ricordando, con tristezza, la scomparsa di Michele Sguera di Bari classe 1911 fra i decani dei nostri soci, Carlo Vannozzi di Crespina (Livorno) e di Mario Nardini di Massa. Ai loro familiari la nostra più sincera solidarietà e affettuosa vicinanza.

Entro i primi giorni di luglio riceverete il n. 6 di Noicomit. Chi non lo riceve è pregato cortesemente di avvisarci.

Chiudiamo con qualche buona notizia: il collega Gian Berto Cimatti di Forlì ha concluso con una transazione , per un cifra, da lui ritenuta di soddisfazione, le sue vertenze contributive e retributive, legate al suo pregresso lavoro all’estero presso partecipate della Comit. Ne siamo lieti. Così come prima s’era verificato, dandovene contezza, per il nostro socio Filippo Jovieno di Salerno.

Proseguono gli esiti positivi dei colleghi interessati al ricalcalo fiscale dello zainetto (4%), e di coloro, maschi sotto i 55 anni, interessati alla rivisitazione fiscale dell’assegno d’esodo.

Rinnoviamo l’invito a tutti a confermare l’adesione 2009 alla nostra Associazione:

IBAN : Anpecomit IT20E0306905072625005890312 presso ex Comit 14, Via Bevagna-angolo via Citerna Roma

e la nostra proposta “una goccia d’amore per l’Abruzzo”, che continua sino a Natale:

IBAN: Anpecomit IT02H0306905072100000000238 presso ex Comit 14, Via Bevagna-angolo via Citerna Roma

Buona lettura e un caro saluto a tutti e, a chi le comincia ora, serene vacanze.

Antonio Maria Masia

Valledoria, 23 giugno 2009